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D. Esposito e A. Panzetta (a cura di), Gemito e la scultura a Napoli tra otto e novecento, catalogo della mostra di Montevarchi, Fioranna edizioni, Napoli 2012

Dati bibliografici

Autore A. Panzetta
Editore Fioranna ed.
Luogo di pubbl. Napoli
Anno di pubbl. 2012

Specifiche

Pagine 176
Lingua Italiano
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Mostre scultura

Gemito e la scultura a Napoli tra otto e novecento

Fioranna ed., Napoli (2012)

A cura di D. Esposito e A. Panzetta, catalogo della mostra di Montevarchi

La felice collaborazione con alcuni dei più importanti collezionisti privati italiani, in massima parte napoletani, ha reso possibile per la prima volta in Toscana la presentazione di 70 capolavori di scultura partenopea tra ottocento e novecento. Organizzata dal Comune di Montevarchi – Assessorato alla Cultura e dall’Associazione Amici de Il Cassero per la scultura italiana dell’Ottocento e del Novecento e patrocinata dalla Provincia di Arezzo, la mostra presenta un importante nucleo di 12 bronzi di Vincenzo Gemito, figura centrale nel passaggio tra Otto e Novecento della scultura meridionale. In allestimento figurano anche alcune importanti opere di Giovan Battista Amendola, Achille D’ Orsi e Gesualdo Gatti. L’excursus partenopeo comprende un’ampia selezione di 12 opere di Giuseppe Renda, figura certamente di primo piano e punto di riferimento per gli scultori più giovani, nel ventennio in cui Gemito si ritira in esilio volontario. La visione della scuola partenopea si sviluppa attraverso le opere di Raffaele Belliazzi, Enrico Mossutti, Vincenzo Alfano, Rocco Milanese, Raffaele Marino, Giovanni De Martino e Vincenzo Aurisicchio, mentre l’esplosione della nuova sensibilità novecentesca emerge dalle opere di Gaetano Chiaromonte, Saverio Gatto, Francesco Parente, Giuseppe Pellegrini, Giovanni Tizzano, Salvatore Pavone, Terra Renda e dai raffinatissimi animalisti Antonio De Val e Ennio Tomai. A Filippo Cifariello, forse il più grande ritrattista del suo tempo, si deve anche un intenso ritratto del tenore Enrico Caruso, l’artista forse più noto e amato in Italia e all’estero e del quale gli estimatori pensano di sapere tutto, mentre invece a pochissimi è nota la sua attività di modellatore di bronzi, arguti ed ironici, fusi per la maggior parte a New York.

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