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A. Panzetta (a cura di), Sculture da ridere. Da Adriano Cecioni a Quinto Ghermandi. Tra Otto e Novecento, un secolo di caricatura e satira nella scultura italiana, catalogo della mostra di Montevarchi e Bologna, Fioranna ed., Napoli 2013

Dati bibliografici

Autore A. Panzetta
Editore Fioranna ed.
Luogo di pubbl. Napoli
Anno di pubbl. 2013

Specifiche

Pagine 176
Lingua Italiano
Contenuti visuali
  • 200, Immagini a colori
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Mostre graficascultura

Sculture da ridere. Da Adriano Cecioni a Quinto Ghermandi. Tra Otto e Novecento, un secolo di caricatura e satira nella scultura italiana

Fioranna ed., Napoli (2013)

A cura di A. Panzetta, catalogo della mostra di Montevarchi e Bologna

Oltre 170 opere tra terrecotte, bronzi, gessi, disegni e dipinti, svelano per la prima volta un secolo di caricature e satira nella scultura italiana. Allestita al Museo Civico “Il Cassero per la scultura italiana dell’Ottocento e del Novecento” a Montevarchi (Ar), organizzata da Associazione “Amici de Il Cassero per la scultura italiana dell’Ottocento e del Novecento”, Comune di Montevarchi, Genus Bononiae e, con il patrocinio della Regione Toscana, il sostegno e la collaborazione di Edizioni Fioranna, Accademia di Belle Arti di Bologna – Scuola di Restauro e Fondazione Carnevale di Viareggio. La mostra è stata riallestita a Bologna, presso Casa Saraceni, spazio espositivo della Fondazione Cassa di Risparmio di Bologna. Il tema della caricatura è stato spesso indagato soprattutto nell’ambito della pittura e della grafica. L’attenzione per questo genere nel campo della scultura si è sempre limitata alla citazione delle straordinarie e rarissime terrecotte prodotte nella seconda metà del XIX secolo dal macchiaiolo Adriano Cecioni suggerendo, di fatto, l’idea che gli scultori non fossero interessati a tale genere o produzione. Idea che è assolutamente non corrispondente alla verità storica. “Il Cassero per la Scultura Italiana dell’Ottocento e del Novecento” ha avviato un’indagine su questo genere nell’arte plastica italiana; una ricerca che getta nuova luce su un genere artistico così poco conosciuto. Sono stati individuati i lavori di una quindicina di artisti per oltre 170 opere. Di alcuni di questi autori la produzione “caricaturale” era del tutto ignorata e sono stati trovati consistenti nuclei totalmente inediti. Tra le opere esposte una dozzina sono dei macchiaioli Adriano Cecioni e Angiolo Tricca tra terrecotte policrome e tavole caricaturali. Umberto Tirelli, reggiano che ha vissuto a lungo a Bologna, grande disegnatore di caricature per i più importanti periodici italiani tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo, è presente con oltre venti caricature in terracotta dipinta, tutte assolutamente inedite, tra le quali quelle di Giosuè Carducci, Guglielmo Marconi, Eleonora Duse, Emma Gramatica e Primo Carnera. Poi tavole colorate e un grande dipinto inedito raffigurante il “Caffè Nazionale di Bologna”, popolato delle caricature degli artisti. Di Cleto Tomba, bolognese, sono state selezionate una trentina di terrecotte policrome di grande effetto, molte inedite; mentre di Quinto Ghermandi è stato esposto un importantissimo nucleo (circa sessanta pezzi) di piccole terrecotte policrome satirico-caricaturali mai presentate prima e di soggetto politico, riferite a personalità della Prima Repubblica. Tale sezione venne riservata ad un pubblico adulto per la particolare trattazione di personaggi politici come, tra gli altri, Nilde Jotti, Berlinguer, De Mita, Andreotti, Napolitano, Pertini, Craxi, Fanfani, Spadolini e Di Pietro. In allestimento e in catalogo anche opere di Leonardo Bistolfi, Enrico Caruso, Ettore Ximenes, Felice Tosalli, Giuseppe Renda, Timo Bortolotti, Rodolfo Castellana, Amilcare Guido e Renato Brozzi.

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