Significativo e schivo maestro aretino, nato a San Giovanni Valdarno nel 1945 e montevarchino d’adozione, le cui opere all’interno delle sale espositive de “Il Cassero” sollecitano riflessioni e suggestioni certamente inattese. Sacconi, che predilige il gesso alabastrino, dota le sue grandi figure di un forte espressionismo profondamente legato alla personale riflessione sui disagi dell’uomo nel nostro tempo. In linea con la ricognizione e indagine critica che il museo di Montevarchi ha da sempre effettuato sulla plastica contemporanea sondandone i materiali, le problematiche, i linguaggi e le poetiche. La realizzazione dell’evento ha visto la partecipazione dell’ Associazione Amici de il Cassero per la scultura italiana dell’ Ottocento e del Novecento e della Cooperativa Itinera C.E.R.T.A. Inoltre, il progetto si avvale della collaborazione dell’ Associazione Fotoamatori Francesco Mochi e dell’ Associazione MACMA che, coniugando la fotografia e la cinematografia con le opere esposte, raccontano ogni singolo evento con linguaggi e punti di vista diversi dando vita a nuove e inattese suggestioni. Catalogo di 32 pagine, corredato da una serie di foto di Marco Mugniai e da un video realizzato da Tommaso Orbi, con un testo di Elena Facchino.
| Autore | A. Panzetta |
| Editore | Aska |
| Luogo di pubbl. | Firenze |
| Anno di pubbl. | 2012 |
| Lingua | Italiano |
Massimo Sacconi, l’urlo muto della coscienza
Aska, Firenze (2012)
A cura di A. Panzetta