Nel 2003 Massimo Sacconi ha ripreso a produrre con rinnovata intensità, presentandosi nel 2005 con una significativa personale a Montevarchi, e da quel momento ogni sua opera è da considerare come una “Cantica” di profonda e mesta compartecipazione alle sorti dell’uomo, un componimento singolo solo in apparenza, ma in realtà frammento di un più ampio e straordinario “Poema del Dolore” che, pur partendo da eventi contemporanei, muove in direzione più ampia ed universale. Un poema da far iniziare idealmente con «P.O.W. (Prisoner of War-Abu Ghraib)», ma che si impenna per giungere al vertice con il gruppo «Il dolore delle madri», la «Pietas per Beslan» e il monumento «Morti bianche» per la Regione Toscana. Ma quel vertice di tensione emozionale è ancora “tenuto” oggi con «Bios/Eros» e «Violata», ma anche con «Il gabbiano», nel quale Massimo pare non volersi negare una speranza di libertà.
| Autore | A. Panzetta |
| Luogo di pubbl. | Montevarchi |
| Anno di pubbl. | 2009 |
| Lingua | Italiano |
…del Dolore, dell’Amore e della Libertà… le Cantiche di Massimo Sacconi
Montevarchi (2009)
Catalogo della mostra di Arezzo